sabato 11 febbraio 2012

ORDINANZE PARTORITE SUL CESSO?

Di seguito riportiamo l’ordinanza con cui il Sindaco Cicchitti di Atessa (CH) il 09/02/2012 ha disposto “il divieto di praticare giochi di qualsiasi tipo sulle neve e con la neve nelle piazze e nelle strade pubbliche compresi i marciapiedi in quanto possono arrecare intralcio o disturbo e costituire pericolo per se e per gli altri”. Non vogliamo discutere la sofferenza del sindaco nel prendere una decisione così urgente, necessaria quanto impopolare. I ragazzi di tutto il mondo sono avvisati: ad Atessa non si scherza mai col fuoco. Tanto meno con la neve!


giovedì 09 febbraio 2012
IL SINDACO CON PROPRIA ORDINANZA NR. 15 DEL 09/02/2012 HA DISPOSTO IL DIVIETO DI PRATICARE GIOCHI DI QUALSIASI TIPO SULLA NEVE E CON LA NEVE NELLE PIAZZE E STRADE PUBBLICHE COMPRESI I MARCIAPIEDI IN QUANTO POSSONO ARRECARE INTRALCIO O DISTURBO E COSTITUIRE PERICOLO PER SE O PER GLI ALTRI.

venerdì 10 febbraio 2012

TRIVELLAZIONI GEOTERMICHE E QUATTRINI PROMESSI

SIENA, TOSCANA, ITALIA. La Società Magma sta per cominciare una serie di perforazioni non invasive dell’area denominata Mensano, su cui ha ottenuto un “permesso di ricerca di risorse geotermiche” dallo Stato Italiano per verificare la possibilità di aprire pozzi per sfruttare l’energia geotermica, con una campagna di trivellazioni che durerà tutto il 2012 e parte del 2013. Una associazione del territorio, Casole nostra, si sta adoperando per controllare l’attività della società che, fra le altre cose, è stata oggetto di contestazione della popolazione islandese, capeggiata dalla famosa cantante rock Bjork, in un impianto che hanno realizzato nell’isola vicina all’Artico. La contestazione vide riconosciuto che quanto esisteva nel sottosuolo islandese era di proprietà dei suoi cittadini e Magma fu costretta a cedere una quota della proprietà a un fondo pensioni islandese, e così la popolazione dell’isola ha controllato di prima mano cosa veniva fatto e i potenziali danni per l’ambiente e i suoi cittadini. “In una riunione con i genitori della scuola media” si trova scritto nel blog dell’associazione casolese “il Dott. Pii, Sindaco di Casole affermava che il comune avrebbe messo a disposizione fondi provenienti dalla Magma per ridurre il costo a carico delle famiglie per la settimana bianca già programmata per un gruppo di Allievi delle Scuole”. Un interessante tozzo di pane: ma quanto vale la geotermia per il sindaco di Casole d’Elsa? Tuttavia, nel giro di qualche giorno, il dr. Batini, managing director di Magma, ha smentito categoricamente che la sua società sia usa a certi regali, diciamo noi, un po’ “clientelari”: “La policy aziendale di Magma Energy Italia s.r.l. inibisce l’elargizione di finanziamenti ad Amministrazioni Pubbliche, Enti pubblici, Associazioni pubbliche o private. Magma Energy Italia s.r.l. si è attenuta e si attiene strettamente a tale policy. Conseguentemente non risponde al vero che Magma Energy Italia s.r.l. abbia erogato somme al Comune di Casole o alla Scuola di Casole per “ridurre il costo a carico delle famiglie per la settimana bianca già programmata per un gruppo di allievi delle Scuole”. C’è un po’ di confusione sotto il cielo della Valdelsa.    http://www.ilcittadinoonline.it/

IL PONTE SENZA FINE DI MESSINA

SERGIO RIZZO, sul Corriere della Sera, si è accorto che la novella intitolata "Ponte di Messina" si è conclusa con aria fritta e una perdita per lo stato italiano di un miliardo di euro. Sarebbe bastato si fosse letto qualcuno dei nostri post e lo avrebbe saputo anche prima, diciamo due anni fa almeno. La società Ponte sullo Stretto ha dilapidato per la sua effimera esistenza 250 milioni di euro, e i contratti firmati dal berluskazz e dal presidente di Anas PIETRO CIUCCI faranno riscuotere penali, per non aver fatto nulla, di 800 milioni di euro alle aziende incaricate di realizzare un manufatto di cui non esiste attualmente uno straccio di progetto esecutivo. E quando la magistratura di Reggio Calabria, colpevole o meno di intervenire troppo tardi, comincerà una DOVUTA azione penale, i tempi per la prescrizione saranno già stati sufficientemente avvicinati. Lui è Ciucci di cognome, gli italiani lo sono di fatto. NOMEN OMEN.

sabato 4 febbraio 2012

COME LEGALIZZARE L'INQUINAMENTO IN TOSCANA

Con la scusa di recepire le direttive comunitarie, la regione Toscana ha fatto una legge che regolamenta le centraline di rilevamento della qualità che nasconde la verità e i problemi ai cittadini e alla loro salute, senza un perché logico: vivere in un ambiente inquinato non piace a nessuno, specie se per legge dalla sera alla mattina non lo è più, ma i PM 10 continuano a farla da padroni. Dal 10 febbraio 2011 una legge regionale costringeva il comune di Firenze a limitare la circolazione dei mezzi all’interno della zona a traffico limitato e a moderare l’uso del riscaldamento, vista la continua esposizione alle polveri sottili cui era soggetta la popolazione. Però la stessa legge prescrive che al 31 dicembre di ogni anno si riazzera tutto, e le limitazioni scompaiono. Non come i PM 10. Il comune di Firenze ha abrogato la legge, e ora bisogna aspettare 15 sforamenti (unica concessione fatta dalla regione per proteggere in qualche modo i cittadini), ed è cosa da poche settimane, perché si ritorni in difetto e si ri-promulghi le limitazioni dell’anno precedente. Il tutto quando, per logica, il traffico nell’area fiorentina dovrebbe essere completamente bloccato. Similmente a Siena: la stazione locale dei Due Ponti nel corso del 2011 ha collezionato 34 superamenti. Con 35 si deve bloccare il traffico. Ma dal primo gennaio si ricomincia da zero, ma l’inquinamento questo non lo sa, e nemmeno chi passa dal Ruffolo in Viale Toselli! Pensiamo a Santa Croce sull’Arno, che nei primi tre giorni dell’anno ha collezionato ben due sforamenti. Il 31 dicembre 2011 il valore dei PM10 era 53, fuori da ogni limite di legge, e così era stato per 47 volte nell’anno.  Come per tutta l’area fiorentina, la Lucchesia e il Pisano. Ma non abbiate paura, l’assessorato regionale all’Ambiente è sempre più poverello e non ci sono i fondi per poter sostenere la gestione e la manutenzione che comportano le tante centraline di rilevamento dati che occorrerebbero. Ma è assurdo pensare che Siena insista in una “area zona omogenea” che parte da Pomarance e arriva a Chitignano nel Casentino! Come se i vapori dell’acido solfidrico, presenti in gran quantità nell’aria della Val di Cecina, viaggino col vento alla volta di Siena e poi della Chiana, risalendo poi fino a Subbiano e Rassina per costituire la zona omogenea “per legge”…  come piace alla regione Toscana.

EVOLUZIONE DELLA MAFIA IN TOSCANA

La Fondazione Antonino Caponnetto ha proprio in questi giorni lanciato un allarme sulla nostra regione nel suo “Rapporto 2011 sulla Legalità e giustizia sociale”. La provincia più a rischio è quella di Massa Carrara, il territorio che ha più difficoltà di ordine economico e sociale, ma una discreta presenza economica mafiosa è accertata in tutte le altre province. La provincia di Siena, sempre secondo il rapporto, sembra aver dimostrato un basso rischio di colonizzazione mafiosa. Certamente, al contrario di aree più sensibili come Porcari, il pratese, Calenzano o l’empolese, non ci sono stati ancora casi di incendi dolosi a ditte nel campo dei trasporti o dell’edilizia.  Casi che non sono stati risolti e a maggior ragione puzzano di criminalità organizzata. Tuttavia la capacità indubbia nel riciclare denaro sporco, specialmente in un momento difficile come questo, potrebbe consegnare nelle mani delle mafie imprenditori in odore di fallimento, che hanno già sperimentato il credit crunch delle banche italiane in difficoltà. Come sospetti possono essere le compravendite di alberghi o agriturismi e in generale pubblici esercizi che avvengono quotidianamente con società campane, calabresi e, novità, cinesi: soprattutto a Firenze si contano numerosi casi di ristoranti giapponesi in cui il sushi viene servito da ristoratori cinesi. La relazione della DIA sul 2° semestre 2010 aveva già evidenziato come il 33% dei cinesi segnalati per reati associativi risieda in Toscana. Altro settore delicato, oltre a quello delle costruzioni, sembra essere la gestione dei videopoker, ormai diffusissimi. Inoltre la Fondazione Caponnetto stima che il fatturato delle mafie prodotto in Toscana in tutte le sue forme sia prossimo ai 15 miliardi di euro: attenzione a non sottovalutare il fenomeno pensando che il tessuto sociale ed economico senese sia di respiro insufficiente alle mire dei criminali.
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TIRA LA SCARPA AL PRESIDENTE!

Centinaia di berlinesi, richiamati in piazza da una protesta nata su Facebook e radunatisi davanti il palazzo presidenziale, armati di scarpe levate in aria hanno chiesto le dimissioni del presidente tedesco Christian Wulff. L’uomo politico e più alta carica della Germania, è stato travolto da uno scandalo nato dalla scoperta che avrebbe ricevuto da un amico imprenditore, quando era  governatore della Bassa Sassonia, un grosso prestito (a sua insaputa? Ndr) di 500.000,00 euro agevolatissimo in maniera e con finalità poco chiare. Inoltre si sarebbe reso protagonista di un goffo tentativo di intimidazione nei confronti di un direttore di giornale nel tentativo di non fare uscire articoli sullo scandalo, condito anche di minacce. Due giorni fa un altro tentativo di difendersi alla televisione pubblica si è rivelato maldestro, aumentando la sfiducia dei cittadini nei suoi confronti. Wulff ha detto in riferimento alla telefonata al direttore della Bild essersi trattato di un “grave errore di cui mi dispiaccio e per cui chiedo scusa”. Le opposizioni hanno già chiesto le dimissioni, e il cancelliere Merkel avrebbe già radunato i dirigenti del suo partito per vagliare le candidature per la sostituzione di Wulff: dovrà trovare, vista la risicata maggioranza che gode in Parlamento, di un candidato gradito alla Spd. Il direttore della Bild, Diekmann, ha inviato una lettera al presidente della Repubblica chiedendo il permesso di rendere pubblica la trascrizione del minaccioso messaggio che Wulff lasciò sulla segreteria telefonica. in Italia non si dimetterebbe nessuno per così poco...

GIOVANNI TIZIAN E LA MAFIA EMILIANA

"Giovanni Tizian è arrivato a Modena a 12 anni, costretto a lasciare la Calabria, dove è nato, con quel che restava della sua famiglia, dopo l'incendio che ha distrutto la fabbrica del nonno e, a seguire, l'assassinio, per mano della 'ndrangheta, di suo padre, Giuseppe Tizian, funzionario del MPS a Locri - raccontano dall'associazione 'Libera' -  Oggi racconta verità scomode e notizie che qualcuno preferirebbe velare". Questo ventinovenne giornalista modenese vive sotto scorta dal quindici giorni per disposizione della procura antimafia di Bologna, dopo le minacce ricevute per le sue inchieste sulle infiltrazioni mafiose in Emilia Romagna, specialmente nella provincia di Reggio Emilia. Tizian ha raccontato degli intrecci fra la politica locale e la criminalità organizzata, di aste al ribasso e lavori sottocosto, che hanno portato anche allo stop di alcuni cantieri come quello della circonvallazione di Novellara in costruzione. Una intervista al giornalista è disponibile sul sito di www.reggionline.com e conferma che il passaggio dal movimento terra all’edificazione è il nuovo salto di qualità delle mafie nazionali che riciclano al nord i soldi sporchi. La Toscana, che è terra di passaggio, certamente deve stare con gli occhi aperti. A Giovanni Tizian va tutta la mia solidarietà.

 

LO SANNO ANCHE IN FRANCIA CHE IL NUCLEARE NON CONVIENE

Che la convenienza della produzione di energia elettrica con il nucleare fosse una bufala lo abbiamo scritto molte volte, denunciando la disinformazione continua dei nuclearisti italiani e non solo, che impediva costantemente di fare un conto economico della convenienza della cosa prima ancora di un conto civile dei rischi per la cittadinanza e il futuro dell’ambiente in cui viviamo. Ora, che non sia economicamente conveniente per il paese che del nucleare ha fatto una bandiera di stato, lo certifica la Corte dei Conti francese. La Cour des Comptes, infatti, ha addirittura sottolineato che i costi per la gestione delle centrali atomiche sono aumentati notevolmente e cresceranno ancora di più in vista delle maggiori misure di sicurezza necessarie dopo l’incidente di Fukushima in Giappone (di cui il governo giapponese in questi giorni dichiara la messa in sicurezza, ma dobbiamo verificare). Ancora la Corte si azzarda a stimare che nell’arco del prossimo decennio il costo di produzione dell’energia nucleare salirà dagli attuali 49,50 a quasi 60 euro/MWh: “Quali che siano le scelte fatte per mantenere il livello di produzione attuale – si legge nel rapporto – investimenti importanti sono da prevedere a breve e medio termine, tali da rappresentare almeno un raddoppio del ritmo attuale di investimento in manutenzione”. Ricordiamo che dopo il disastro avvenuto in Giappone attraverso un meccanismo ipoteticamente improbabile come il combinato terremoto-tsunami, le centrali di tutto il mondo subito stress test col risultato di dover procedere a un costosissimo miglioramento dei sistemi di sicurezza e un aumento dei livelli di manutenzione. Questi interventi ovviamente non nucleare.sono a costo zero: la Cour des Comptes stima in un 10% in più entro 10 anni sul totale dei costi di produzione dell’elettricità col nucleare, e non stiamo ancora parlando del decommissioning e dei suoi costi dopo che una centrale nucleare termina il suo ciclo vitale. Oggi la “bomba” che gira in Europa sembra che siano le centrali nucleari tedesche, visto che la Merkel ha prorogato per legge la vita di alcuni impianti obsoleti, nel tentativo di non perdere produzione di energia elettrica mentre cerca di sviluppare fonti alternative: ma il tempo di decadimento di un reattore non si può misurare per decreto, la situazione si sta facendo pesante ogni mese che passa. Riguardo alla tecnologia EPR definita “supersicura” dall’ex ministro dell’Ambiente Prestigiacomo, che volò a Flamanville per certificare supersicuro un buco nel terreno pieno di tralicci di acciaio e cemento armato senza sapere di cosa stava parlando,la Corte dei Conti di Parigi avverte che “è assolutamente troppo presto per fornire un calcolo completo del costo di produzione di un impianto EPR” visto che lo slittamento continuo della data di consegna dell’impianto fa già ora stimare i costi di produzione fino a 70/90 euro per Megawattora, cifre assolutamente fuori dal mondo economico.

mercoledì 25 gennaio 2012

BOOM DELLE SPESE MILITARI IN ITALIA. C'E' UN AMMIRAGLIO COME MINISTRO DELLA DIFESA E SI VEDE!

È allarme per le spese militari. A lanciarlo il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli. “Non ci sono solo gli F-35, che costeranno oltre 15 miliardi, ma l’ultima tranche del programma per i caccia Eurofighter da 5 miliardi. L’acquisto di otto aerei senza pilota, 1,3 miliardi, quello di cento nuovi elicotteri NH-90, per 4 miliardi, l’acquisto di dieci fregate Fremm, 5 miliardi, due sommergibili militari, 1 miliardo, e il programma per i sistemi digitali dell’Esercito che costerà alla fine oltre 12 miliardi di euro”. Per il leader verde, “Quella degli armamenti è una super casta che non solo non fa i sacrifici, ma che vede aumentare sempre i propri profitti”. “Chiediamo al governo di tagliare subito le spese per gli armamenti di almeno 15 miliardi di euro - dice Bonelli - e a Monti di fare quello che la cancelliera tedesca Angela Merkel ha fatto nel 2010, quando la Germania ha tagliato la spesa militare di 10 miliardi”. E non dimentica l’esempio degli Usa, che stanno abbandonando alcuni programmi militari.
La spesa militare pro-capite italiana ha raggiunto la cifra di 598 dollari (circa 463 euro): più di quella della Germania, che si ferma a 550 dollari o del Giappone che arriva a 441. La crisi economica ci dice che un giovane su tre è senza lavoro: “Siamo di fronte a una situazione drammatica che - commenta Bonelli - richiede una immediata inversione di rotta su spese superflue come quelle per gli armamenti. Oggi più che mai è necessario ottimizzare le risorse per dare lavoro ai giovani italiani investendo sulla green economy, sulla difesa del suolo, sull’efficienza e il risparmio energetico.

Il Ministro della Difesa, Ammiraglio Giampaolo Di Paolail ministro della difesa aammiraglio Giampaolo di Paola ...

domenica 22 gennaio 2012

ADDIO PONTE DI MESSINA!

Una delibera dei Cipe ha spostato i fondi non utilizzati dalla società Ponte di Messina e dall'ex governo Berluskazz pari a 1.624 milioni di euro per altri lavori importanti, urgenti e che provocheranno ricadute immediate positive sul Pil nazionale. Il mausoleo del diversamente alto scompare tra i flutti della storia insieme alla sua inutilità. Non bisogna abbassare la guardia, ma per ora una nuova ondata di emigrazione verso il Nord è scongiurata. La realizzazione della struttura avrebbe distrutto infatti l'economia del trasporto gestita dai traghetti, con la conseguente disoccupazione degli addetti del settore, che stante l'incapacità della politica locale di creare posti di lavoro sarebbero stati costretti a prendere la strada verso il Nord o verso le Americhe. Poi ci sarebbe anche il discorso del disastro ecologico che avrebbero provocato... e del disastro economico che una megastruttura sarebbe costata di manutenzione con il pedaggio eventuale (che in Calabria e Sicilia non hanno mai pagato nulla per i servizi) sempre e comunque insufficiente.

giovedì 5 gennaio 2012

CALDEROLI, QUESTO DEFICIENTE CHE LECCAVA IL CULO A BERLUSCONI

ALMENO AVESSE FATTO UNA INTERROGAZIONE PER SAPERE I COSTI DI 5 MINUTI DI BUNGA BUNGA IL DEFICIENTE! ERANO COSI' SICURI DELLA SUA IGNORANZA, CHE L'AVEVANO FATTO MINISTRO DELLA SEMPLIFICAZIONE. QUALSIASI ALTRA ATTIVITA' SAREBBE STATA TROPPO COMPLESSA PER IL SOGGETTO....

Il Presidente del Consiglio ha appreso da fonti di stampa che il Senatore Roberto Calderoli avrebbe presentato in data odierna un’interrogazione a risposta scritta con la quale chiede di dar conto delle modalità di svolgimento della cena del 31 dicembre 2011 del medesimo Presidente del Consiglio.
Il Presidente Monti precisa che non c’è stato alcun tipo di festeggiamento presso Palazzo Chigi, ma si è tenuta presso l’appartamento, residenza di servizio del Presidente del Consiglio, una semplice cena di natura privata, dalle ore 20.00 del 31 dicembre 2011 alle ore 00.15 del 1° gennaio 2012, alla quale hanno partecipato: Mario Monti e la moglie, a titolo di residenti pro tempore nell’appartamento suddetto, nonché quali invitati la figlia e il figlio, con i rispettivi coniugi, una sorella della signora Monti con il coniuge, quattro bambini, nipoti dei coniugi Monti, di età compresa tra un anno e mezzo e i sei anni.
Tutti gli invitati alla cena, che hanno trascorso a Roma il periodo dal 27 dicembre al 2 gennaio, risiedevano all’Hotel Nazionale, ovviamente a loro spese.
Gli oneri della serata sono stati sostenuti personalmente da Mario Monti, che, come l’interrogante ricorderà, ha rinunciato alle remunerazioni previste per le posizioni di Presidente del Consiglio e di Ministro dell’economia e delle finanze.
Gli acquisti sono stati effettuati dalla signora Monti a proprie spese presso alcuni negozi siti in Piazza Santa Emerenziana (tortellini e dolce) e in via Cola di Rienzo (cotechino e lenticchie).
La cena è stata preparata e servita in tavola dalla signora Monti. Non vi è perciò stato alcun onere diretto o indiretto per spese di personale.
Il Presidente Monti non si sente tuttavia di escludere che, in relazione al numero relativamente elevato degli invitati (10 ospiti), possano esservi stati per l’Amministrazione di Palazzo Chigi oneri lievemente superiori a quelli abituali per quanto riguarda il consumo di energia elettrica, gas e acqua corrente.
Nel dare risposta al Senatore Calderoli, il Presidente Monti esprime la propria gratitudine per la richiesta di chiarimenti, poiché anche a suo parere sarebbe “inopportuno e offensivo verso i cittadini organizzare una festa utilizzando strutture e personale pubblici”. Come risulta dalle circostanze di fatto sopra indicate, non si è trattato di “una festa” organizzata “utilizzando strutture e personale pubblici”.
D’altronde il Presidente Monti evita accuratamente di utilizzare mezzi dello Stato se non per ragioni strettamente legate all’esercizio delle sue funzioni, quali gli incontri con rappresentanti istituzionali o con membri di governo stranieri. Pertanto, il Presidente, per raggiungere il proprio domicilio a Milano, utilizza il treno, a meno che non siano previsti la partenza o l’arrivo a Milano da un viaggio ufficiale.


Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/cotechino-lenticchie#ixzz1iZLH076i

venerdì 30 dicembre 2011

NON SAPEVO CHE L'ERA UN TERUN!

COME SI FA AD AVER FIDUCIA IN UN CRETINO CHE DOPO VENTI ANNI DI PARLAMENTO E LA NOMEA DI FINISSIMO ANIMALE POLITICO AMMETTE DI NON SAPERE CHE IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA E' NATO A NAPOLI?

LA DOMANDA SPONTANEA E': MA IL CERVELLO E' ATTACCATO ALLA SPINA QUANDO USA LA LINGUA?